Venerdì 31 Ottobre 2014Ultimo aggiornamento 17:04

Attualità

Non vedevo l'ora che arrivasse questo momento, finalmente è arrivato, la scuola è iniziata! Ma… quando sono entrata in classe ho visto che era tutto cambiato: le maestre, i compagni, non c'erano giochi e neanche cartelloni… ma nonostante tutto io in questa scuola mi trovo bene! Danno tanto compiti e le interrogazioni sono già iniziate. Quest'anno si esce all'una e mi devo ancora abituare, ma non solo io anche la mia pancia che non smette di borbottare. Tutti i santi giorni ho uno zaino pesantissimo infatti c'è costato tanto comprare tutto il materiale.

Avevo più o meno quattro o cinque anni, quando accadde quello che sto per scrivere. Ero all'asilo insieme ad altri miei compagni che ora vengono a scuola con me. Uno di questi, Madi, quel giorno era molto stanco e lo ero anche io. Allora, coricandoci su un banco, cominciammo a spingere, spingere finché il banco non si mosse e andò a finire contro una spina elettrica che, all'istante, fece "crash!"… si era rotta! Madi ed io ce ne accorgemmo subito e, zitti zitti, tornammo a giocare. Il giorno dopo la maestra Giovanna chiese a tutti i bambini chi era stato a rompere la spina.

Per i Mondiali di calcio in Brasile sono stati costruiti stadi da milioni di dollari. La popolazione brasiliana si è arrabbiata molto perché sono stati spesi troppi soldi e nessuno si è preoccupato per la gente povera che muore di fame, che vive in baracche e non ha neppure acqua per lavarsi o da bere. Per lo sport si sprecano davvero tanti soldi, anche se lo sport è bello ed è giusto amarlo.

La gioventù: quasi tutti gli adulti vorrebbero tornare a questi meravigliosi anni, ma in pochi si ricordano i dubbi, le paure, i problemi. Questo periodo di transizione, come tutti i cambiamenti, richiede un prezzo; a chi viene tolta la spensieratezza dell’infanzia, a chi viene chiesto di prendersi responsabilità che non sono in grado prendere. E così si rifugiano in mondi lontani, in posti in cui sono al sicuro e che nessuno può raggiungere.

Non mi piaceva la tua indifferenza / ma non posso stare senza, / tu mi piacevi / perché possedevi / delle ottime qualità / come per esempio / la tua immensa sincerità; / ma negli ultimi tempi / ho sentito che ci allontanavamo piano piano, / finché non ti ho sentito molto lontano. / Da te mi aspettavo un amore / che mi scaldasse il cuore, / ma ho capito che questo amore /  non può esistere, / infatti è meglio lasciar stare / invece che combattere.

Io, prima di andare a vedere la redazione de "L'Eco del Chisone", mi aspettavo che ci spiegassero cosa faceva: il giornalista, il fotografo, i corrispondenti. Poi mi aspettavo che ci raccontassero la storia del giornale punto per punto. Volevo anche che ci spiegassero come veniva organizzata una pagina del giornale, quante pagine ci fossero ne "L'Eco del Chisone", se veniva stampato lì il giornale. Quando ci hanno fatto vedere il menabò, abbiamo visto anche come si fa a completare una pagina. Io da grande vorrei diventare una giornalista.

Alice Atzori

Tutto è sereno. / Sul mare, / luci di navi lontane / mi ricordano momenti di gioia: / lampadine accese / nel buio della quotidianità / e nella purezza dell'universo. / Voglio vivere senza sprecare un solo attimo.

Barbara Fracchia
3ªC media "Manzoni" Nichelino

Qualche idea per trascorrere Halloween in maschera per la gioia dei bambini? Su "L'eco del Chisone" in edicola, sono pubblicati tutti gli appuntamenti nel Pinerolese. Ecco una selezione delle proposte sul territorio per oggi pomeriggio e questa sera.

Airasca ospita nel salone polifunzionale (dalle 17 alle 19) un laboratotio per bambini per costruire maschere paurose. Alle 21, "Competizione stregata" per le vie del paese al grido di "dolcetto o scherzetto". Cena con delitto invece sabato 1º novembre dalle 20,30 al Centro polifunzionale (tel. 349 581.2889).

Se i gatti fossero brutti / non piacerebbero più a tutti.
Se un gatto fosse giallo e blu / lo alleveresti proprio tu.
Se i gatti fossero amici dei cani / sarebbero un po’ troppo strani.
Se i gatti indossassero vestiti / sarebbero sempre molto puliti.

Simone Mottino
2ªC media None

Una domenica sera di settembre siamo usciti e abbiamo fatto un giro a Montopoli: c'era la festa e la cena medievale. Siamo andati dove c'erano i giochi, i conigli, l'asino, le capre e le oche. Un gioco mi è piaciuto tantissimo perché c'erano delle pedine e tu dovevi con la mano spingerle verso le strisce. Il secondo gioco consisteva nel prendere i quattro gettoni e poi con un elastico tirarli all'avversario. Poi c'era il mio preferito: c'era una tavola con molti buchi, messa verticalmente. C'erano dei fili attaccati a un pezzo di legno rotondo scavato dentro.

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