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Edizione del 23 settembre 2009

Per la vicenda della chiesa di Prali
Firma falsa: il vescovo rimette la querela


Tempo tecnico per permettere al giudice Alberto Giannone di pronunciarsi, e martedì 22, poco dopo mezzogiorno, si è chiusa in una manciata di minuti una vicenda che ha portato in Tribunale il vescovo di Pinerolo e l'ex-vicario generale della Diocesi. A far le veci dei due prelati, i rispettivi avvocati, muniti di apposite procure: Massimo Fossati per mons. Debernardi e Alfredo Merlo per don Paolo Bianciotto. Il primo ha rimesso la querela, il secondo ha accettato la remissione. Risultato: reato estinto (trattandosi di un reato procedibile solo a querela).

In breve la storia, che risale ormai a tre anni fa. Il 21 marzo 2006 una breve lettera autorizzava l'ex-parroco di Prali, don Beppe Alluvione, a richiedere un fido bancario di 150mila euro per risistemare la chiesa di Ghigo. In calce, la firma del vescovo Debernardi, che però ha sempre negato di aver concesso quell'autorizzazione. Da qui l'esposto, contro ignoti, che in seguito portò all'iscrizione di don Bianciotto sul registro degli indagati con l'accusa di falsità in scrittura privata.

La perizia calligrafica disposta dal giudice Reynaud aveva in sostanza confermato la tesi del vescovo: non era lui ad aver siglato il controverso documento. Don Paolo, dal canto suo, ha sempre altresì negato di aver apposto quella firma.



Lucia Sorbino



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