Studenti: voucher Sadem solo in caso di nuovo abbonamento annuale? Una madre: «Sono indignata»

29/10/2020 - 15:21

«Sono indignata da questa risposta ricevuta da Sadem Spa». Si moltiplicano le proteste delle famiglie per l'offerta di rimborso tramite voucher di una parte dei mesi di trasporto scolastico non usufruiti a causa del lockdown. L'indignazione questa volta è di Caterina Arena, assessore al Comune di Villar Perosa e madre di due studenti dello scorso anno scolastico.

 

La sua richiesta di rimborso è datata 9 settembre. Nell'anno scolastico 2019-2020 aveva acquistato per l'abbonamento annuale per i suoi due figli, di 15 e 19 anni, per la tratta Villar Perosa – Pinerolo, per € 370,50 ciascuno. Dal 22 febbraio 2020 i ragazzi non hanno più potuto frequentare le lezioni scolastiche in presenza e di conseguenza non hanno più utilizzato il servizio. 

 

La risposta di Sadem offre "come da condizioni" un voucher per uno o due mesi, personale, non cedibile, utilizzabile esclusivamente per l’acquisto di un titolo di viaggio equivalente entro il 31/12/2020: «Capisco che mi verranno rimborsati, tramite voucher, 1 o 2 mesi, a fronte di un non utilizzo del servizio per più di 4 mesi - deduce il genitore villarese - imponendomi una scadenza al 31 dicembre quando loro mi hanno risposto solo il 28 ottobre, più di un mese dopo l'inizio della scuola».

 

Il fatto è che il voucher è utilizzabile esclusivamente per un altro abbonamento annuale, visto il riferimento di sadem a «un titolo di viaggio equivalente». Abbonamento che non ha senso fare visto il mese già preso, il servizio di nuovo altalenante, la frequenza scolastica a singhiozzo, la didattica in presenza un solo giorno a settimana: «Per usare il voucher dovrei spenderne più del loro valore per un servizio che non uso». E per di più non è cedibile: «Quindi mio figlio, il più grande, che ha terminato il ciclo di studi e che quindi da quest'anno non ha necessità di utilizzare i mezzi pubblici, non potrà cederlo a sua sorella». Il rimborso quindi non esisterebbe, come nemmeno nel caso di coetanei senza fratelli o sorrelle studenti, del resto.

 

«In conclusione, permettetemi di sentirmi presa in giro, - prosegue Arena - Non mi restituiscono nulla, anzi percepiranno più soldi del dovuto. Tanto valeva non accettarle le mie richieste, ma questo non potevano farlo visto che la Regione Piemonte, ha stanziato dei fondi che sono stati erogati a tutte le compagnie di trasporto per poter soddisfare le richieste di rimborso degli utenti, che come noi non hanno potuto utilizzare il servizio. Loro vorrebbero, con questa gentile risposta, passare  per gli onesti di turno ma a mio parere così non è. Spero che chi di dovere possa leggere le mie parole e possa finalmente darmi delle risposte più convincenti».