Desertificazione bancaria: Piemonte fanalino di coda per comuni senza agenzia

21/08/2022 - 11:27

Il 7% della popolazione italiana vive in territori dove non ci sono più agenzie bancarie: record in Piemonte (13,8%), ma il fenomeno è particolarmente marcato nel Mezzogiorno e nelle isole, dove l’11% degli abitanti non ha uno sportello bancario "sotto casa". La Campania è la prima regione per numero di abitanti senza banca: sono 700mila. Cresce il rischio di allontanare milioni di soggetti dal circuito legale della finanza e dell’economia. [ https://www.fabi.it/2022/08/12/la-desertificazione-bancaria-piu-di-4-mil... ]

Questi i dati diffusi in agosto dalla FABI, Federazione Autonoma dei Bancari italiani, e ripresi da Uncem a conferma di quello che l’Unione degli enti montani ripete da tempo e che quotidianamente raccontiamo anche nelle cronache dell’Eco del Chisone, tra chiusure di agenzie e sportelli automatici e impoverimento dei servizi di persona proprio nei luoghi a maggior tasso di popolazione anziana.
«La smobilitazione delle banche dai territori è un problema nazionale, che Uncem ha rappresentato da dieci anni a oggi ad ABI, Banca d'Italia, Consob, Istituti di Credito. Abbiamo portato in piazza i Cittadini con i Sindaci arrabbiati, abbiamo detto a tutti di cambiare banca se quella banca chiude. Abbiamo spinto le comunità a fare azioni 'di rottura', togliendo i conti correnti. Lo diciamo ancora. I dati FABI confermano che i Sindaci avevano e hanno ragione. Alcuni hanno avuto risposte concrete, con la banca che ha chiuso e poi è tornata, accorgendosi dell'errore, come a Monticello d'Alba. Servono azioni istituzionali per mettere un argine alla smobilitazione dei servizi, compresi quelli bancari. E ad esempio per trovare nuove soluzioni con uffici mobili, sportelli organizzati diversamente dal passato, un nuovo modello di banca dei territori e delle comunità a prova di futuro. E un primo passo per avvicinare le banche ai territori, è azzerare i costi e le commissioni per i pos negli esercizi commerciali. Ora sono troppo alte, naturalmente a beneficio dell'Istituto di credito, che se ne va e continua a guadagnare».Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem.