Al Ministero del Lavoro è stato raggiunto l'accordo per la ex Viberti di Nichelino. L'intesa prevede un anno di cassa integrazione per ristrutturazione e che eventuali esuberi non possano superare il 25% dell'attuale forza lavoro, contro il 60% individuato inizialmente dall'azienda. Gli esuberi saranno gestiti attraverso mobilità volontarie e incentivi all'esodo e, alla fine dell'anno di cassa integrazione, tutti gli addetti rientreranno al lavoro. Nell'intesa si prevede anche una ridistribuzione delle produzioni tra i vari stabilimenti italiani per tutelare l'occupazione e i livelli produttivi futuri. Per quanto riguarda la cassa integrazione, argomento sul quale era saltato l'accordo nelle scorse settimane, l'azienda, a differenza di quanto dichiarato precedentemente, corrisponderà l'anticipo ai lavoratori.Continua a leggere
La bollatrice attestava una pausa pranzo di 20 minuti (vale a dire il minimo previsto dal contratto), ma di fatto alcuni dipendenti del Poliambulatorio Asl di Piossasco pare avessero l'abitudine di fermarsi più a lungo. Anche perchè il Bar Chicco Rosso è attiguo: tempo di ordinare un panino, percorrere un paio di metri per "sbollare", e tornare al tavolo a finire il pranzo con più calma. Oppure consegnare il proprio badge ad un collega che lo strisciava per tutti. Identica la conclusione: si risultava in servizio senza esserlo.Continua a leggere