Martedì 22 Settembre 2020Ultimo aggiornamento: 21/09/2020 - 20:27

Predati 15 agnelli all'Assietta, il parco: «Probabilmente non si tratta di lupo, ma di cani inselvatichiti»

Predati 15 agnelli all'Assietta, il parco: «Probabilmente non si tratta di lupo, ma di cani inselvatichiti»
Lunedì 3 Agosto 2020 - 16:39

Ormai si aspetta solo la conferma definitiva dall'esame del Dna, ma secondo l'esame necroscopico sarebbero stati cani inselvatichiti, e non lupi gli autori della predazione di agnelli avvenuta nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, nel territorio del Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand, presso le Casermette dell’Assietta, Comune di Pragelato, lungo la dorsale che separa la Valle di Susa dalla Val Chisone.

 

L'alpeggio di pecore colpito dalla predazione si trova a 2.100 metri circa di altitudine. Il bilancio: di 15 agnellini deceduti e uno ferito grave, ma dai rilievi effettuati ieri dai Guardiaparco, dai Carabinieri Forestali di Bardonecchia e Pragelato e dal veterinario dell’ASL, l’incidente non appare direttamente imputabile al lupo.  «Vi sono infatti alcuni aspetti insoliti che hanno spinto il personale a effettuare analisi più approfondite, tra cui l’esame del dna del predatore i cui risultati saranno disponibili nei prossimi giorni», spiega Michele Ottino, direttore dell’Ente di gestione aree protette Alpi Cozie

 

Il gregge era custodito da un pastore esperto che lavora da anni nella zona: «Con lui il Parco Alpi Cozie ha sempre collaborato in maniera proficua» conferma il direttore. Infatti le pecore erano correttamente custodite all’interno di un recinto elettrificato nel quale, però, è stata individuata una falla in corrispondenza di un avvallamento dove era sollevata da terra di circa 50 cm, consentendo facilmente il passaggio del predatore. Inoltre, a guardia del bestiame era anche impiegato un cane da guardiania di razza Pastore Maremmano che solitamente, soltanto per la sua presenza, rappresenta un deterrente all’attacco del lupo, mentre invece in questo caso è risultato stranamente inefficace. Infine, anche la tipologia delle uccisioni ha destato sospetti delle autorità preposte: sono stati predati soltanto gli agnelli, quando di solito il lupo colpisce anche i capi adulti.

 

«A conclusione del rilievo, in serata i Guardiaparco in servizio hanno individuato nella zona del crinale due grossi cani neri con un comportamento particolarmente selvatico. Non è stato possibile infatti né catturarli per riportarli al proprietario, né quantomeno avvicinarli per osservarli più da vicino» prosegue il Parco nella ricostruzione dell'accaduto.

 

«Nei prossimi giorni – ha dichiarato Michele Ottino – gli esiti delle analisi e la cattura dei due cani permetteranno di capire se la predazione è imputabile al lupo oppure a cani inselvatichiti. La seconda ipotesi spiegherebbe l’uccisione dei soli agnelli e il mancato intervento del cane da guardiania che nel caso di attacco di lupi rimane la difesa più efficace a protezione delle greggi. Da parte del nostro parco, le informazioni acquisite consentiranno di rendere più efficace la missione a cui siamo chiamati come partner del progetto europeo Life WolfAlps EU: la convivenza tra uomini e lupi, tra le fondamentali prerogative di chi vive e lavora in montagna e la protezione di questo importante e affascinante predatore alpino».

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Paola Molino