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Buriasco, Regione Canali: macellazione abusiva per la Festa del Sacrificio

Buriasco, Regione Canali: macellazione abusiva per la Festa del Sacrificio
Venerdì 31 Luglio 2020 - 18:46

«Aspetto di essere chiamato dal magistrato per chiarire la questione»: S.G., noto allevatore di Regione Canali Buriasco, questa mattina è stato denunciato per macellazione abusiva. Nel cortile della sua cascina era in corso la Festa del Sacrificio, rito particolarmente sentito che le comunità islamiche celebrano dal 30 luglio al 3 agosto, e quando sono arrivati i controlli (veterinari dell'AslTo3, Carabinieri forestali, CC della Stazione di Villafranca e Giacche Verdi), una decina di agnelli erano già stati macellati.

«Spero che questo mio errore serva a qualcosa: spinga chi di dovere ad affrontare un problema che esiste e che si continua ad ignorare - puntualizza il pastore, che non si sottrae affatto alle proprie responsabilità, ma offre un'altra chiave di interpretazione della vicenda - Il punto è che da parte dei musulmani c'è richiesta di macellare gli animali secondo quanto dice il Corano, ma da noi è quasi impossibile trovare macelli che lo facciano, nonostante le macellazioni rituali siano previste dalla legge». Insomma, come spesso accade nel nostro bel Paese, si preferisce nascondere la testa sotto la sabbia e non guardare in faccia la realtà. «Le istituzioni invece dovrebbero dare risposte, senza strumentalizzazioni e contrapposizioni quasi ideologiche».

Il blitz di questa mattina ha interrotto la festa e qualcuno ha provato pure a scappare nei campi. Una ventina di partecipanti sono comunque stati identificati e, oltre alla denuncia a carico del titolare dell'allevamento, altre tre persone sono state deferite all'Autorità giudiziaria per uccisione di animali. Le carcasse sono state sequestrate e poste nella cella frigorifera dell’azienda, con i sigilli, in attesa che la Procura ne autorizzi lo smaltimento. L'Asl dovrà anche chiarire perchè nessuno degli agnelli già uccisi avesse l'orecchino con codice identificativo. Un particolare che S.G. spiega così: «Erano piccoli, l'obbligo scatta oltre i sei mesi».

All'oscuro di tutto, sia del "Sacrificio" sia del blitz, il sindaco Carlo Manavella: «In comune non è pervenuta nessuna richiesta di festa nè comunicazione a parte delle Forze dell'Ordine».

L.S.
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Paola Molino