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Rifiuti, nel 2020 bollette salate

Rifiuti, nel 2020 bollette salate
Lunedì 30 Dicembre 2019 - 11:27

C'è grande preoccupazione nelle Amministrazioni comunali per quello che potrà accadere nei prossimi mesi riguardo alle tariffe dei rifiuti. Quella che si prospetta, non solo nell'ambito del Consorzio Acea ma in tutta Italia, è una vera e propria stangata. I conti esatti si stanno ancora definendo, ma a seconda delle variabili in ambito Consorzio Acea si va da un minimo del 10% fino al 30%.

Cosa sta succedendo. Tutto parte dalla decisione presa dal precedente governo di affidare ad Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) il compito di definire nuove regole per la determinazione delle tariffe per la raccolta e smaltimento rifiuti, così da uniformarle per tutto il territorio nazionale. Nei mesi scorsi Arera ha comunicato ai Comuni e alle aziende che gestiscono il servizio il nuovo protocollo per la determinazione delle tariffe. Arera parla di «un quadro di regole comune, certo e condiviso ora a disposizione dei gestori, dei Comuni e degli altri Enti territorialmente competenti, per uno sviluppo strutturato di un settore che parte da condizioni molto diversificate nel Paese, sia a livello industriale che di governance territoriale». Determinata la tariffa in base a queste nuove regole, eventuali successive modifiche, viene spiegato: «Dovranno essere giustificate da miglioramenti di qualità del servizio o per l'attivazione di servizi aggiuntivi per i cittadini», in nome della trasparenza. Anci, l'Associazione dei Comuni Italiani, ha però lanciato l'allarme: «Se non governato questo strumento pensato per tutelare gli utenti, rischia invece di penalizzarli economicamente, almeno in certe realtà»

Entrando nel concreto Arera ha imposto che tutti i costi riferibili al servizio e smaltimento devono essere inseriti puntualmente nel Piano finanziario del gestore. In realtà come l'Acea, dove il bilancio comprende altre partite come la gestione dell'acqua e delle reti gas, le voci di bilancio potevano essere modulate in modo da mantenere un equilibrio virtuoso tra i vari comparti. Oggi questo non è più possibile, non è nemmeno possibile che l'azienda, come ha fatto negli anni passati "faccia sconti", come ad esempio accollarsi i costi per il trasporto dei rifiuti all'inceneritore senza inserirli nel Piano finanziario in base al quale si determinano le tariffe. L'Acea è stato uno dei primi gestori a simulare l'applicazione delle nuove regole, regole che vanno applicate tenendo come parametro base l'ultimo bilancio approvato, ovvero quello del 2018. Bilancio che per Acea non fu certo dei migliori. Quello che si è visto dalle simulazioni è che il nuovo conto destinato ai Comuni è salato, si tratta di un incremento di alcuni milioni per 2020.

In queste ultime settimane le Amministrazioni alle prese con l'approvazione del bilancio di previsione 2020 hanno comunque approvato tariffe uguali o di poco superiori ì, come ha fatto il Comune di Pinerolo, rispetto all'anno precedente, avvertendo però che nel corso dell'anno dovranno essere modificate. Forse senza immaginarne la reale portata. «Il nostro compito è quello di rispettare le indicazioni che ci arrivano dagli organi di regolamentazione - assicura l'amministratore delegato di Acea Industriale, Francesco Carcioffo - ,compatibilmente con questo assunto faremo di tutto per ricercare quelle leve che possano ridurre l'impatto di queste nuove regole». Una di queste, in mano ai Comuni, potrebbe essere la decisione di utilizzare gli utili prodotti da Acea (da gas e acqua) per mitigare in qualche modo il conto rifiuti.

Alberto Maranetto

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Paola Molino

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