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Anche a Pinerolo una Comunità di Olivetti

Mezzo secolo fa moriva il capitano d'industria, utopista positivo
Venerdì 12 Marzo 2010 - 11:55
Testimonianze di Adriano Andruetto e Maria Luisa Cosso

Adriano Olivetti morì sul treno Milano-Losanna il 27 febbraio di mezzo secolo fa. La Olivetti non c’è più, distrutta dalla voracità di chi se la comprava e la rivendeva svuotandola di energie, innovazione, intelligenze e soldi. Resta però l’insegnamento di questo capitano d’industria eporediese, famiglia di origine ebraica ma cattolico di fede. Forse l’ultimo, ma certo il più originale perché Olivetti aveva in mente un progetto sociale e politico, un’idea precisa della necessaria dignità del lavoro. Utopia, paternalismo, sociologia cristiana? Certo Olivetti non rientrava negli Anni ’50 e ’60 nei rigidi schemi dell’assetto politico e culturale del tempo: la Dc al Governo, il Pci all’opposizione ma maggioranza egemone culturalmente nel Paese, per lo meno in certi ambienti: gli operai e gli intellettuali del mondo della scuola e dell’arte.

Ezio Marchisio

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Paola Molino