Giovedì 9 Luglio 2020Ultimo aggiornamento 12:49

Nuova vita per gli affreschi della cappella di S. Rocco

S. Secondo, contributo di 36mila euro
Lunedì 26 Aprile 2010 - 12:22

S. SECONDO - La cappella di S. Rocco a S. Secondo, con i suoi storici affreschi, tornerà presto agli antichi splendori. Risalente al XV secolo, era stata oggetto di un primo intervento nel 2008. Ora, grazie al contributo del Gruppo Intesa Sanpaolo di 36mila euro, si potrà proseguire con il restauro.

A circa 500 metri dal concentrico, la chiesetta presenta sulle pareti interne raffigurazioni della Madonna della Santissima Concessione con S. Rocco e S. Grato, S. Secondo e S. Maurizio. Esternamente presenta una facciata a capanna con portoncino centrale a unico battente e due piccole finestre laterali. Al centro vi è un’immagine tardosettecentesca di S. Rocco: la figura del santo cela parzialmente l’affresco (di grande qualità stilistica), rimesso in evidenza da un intervento del 2007.

Durante i sondaggi sono state asportate alcune porzioni d’intonaco e muratura dei muri di tamponamento e sono state scoperte parzialmente le immagini di quattro sante martiri dipinte nei sottarchi medioevali: S. Lucia, S. Apollonia, S. Agata e S. Caterina d’Alessandria. Restano da scoprire le superfici delle pareti tamponate che ospitano i dipinti ottocenteschi, ma soprattutto la parete di controfacciata, le vele, i costoloni e le mensole della volta, che potrebbero ospitare immagini dipinte nel XV secolo. L’operazione restituirà un’unità di lettura oggi impossibile a causa delle sopramissioni. Al momento, infatti, non è ancora possibile trarre ipotesi certe su come potesse essere originariamente l’architettura della cappella votiva, se aperta sui quattro lati o se vi fossero dei muri perimetrali.

Al termine del restauro, si cercherà di ampliare, con l'ausilio di volontari, l'orario di apertura al pubblico.

Informazione al servizio della comunità e per essere comunità, da sempre questo è lo stile inconfondibile de L'Eco del Chisone: con l'emergenza Coronavirus, ora più che mai, lo sentiamo come un dovere non solo nei confronti dei nostri lettori, ma di tutti i cittadini. Perché solo insieme ce la faremo.

Paola Molino