Martedì 2 Giugno 2020Ultimo aggiornamento: 01/06/2020 - 18:47

Covid 19 Fase 2, si cambia: ai medici di famiglia un ruolo centrale, gestiranno quarantena, richiesta tamponi e contact tracing

Covid 19 Fase 2, si cambia: ai medici di famiglia un ruolo centrale, gestiranno quarantena, richiesta tamponi e contact tracing
Sabato 9 Maggio 2020 - 11:58

Con la Fase 2, in Piemonte, i Medici di Medicina generale (MMG), cioè i medici di famiglia, avranno un ruolo fondamentale e decisamente più attivo nell'identificazione di pazienti sospetti o di eventuali focolai. Contrariamente a quanto successo fino ad ora, infatti, saranno i medici di famiglia che, valutati i sintomi del loro paziente potranno richiedere direttamente e velocemente l'essecuzione di un tampone, senza quindi dover attendere l'elaborazione della domanda dal Sisp, cioè il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. Saranno inoltre sempre i MMG a mettere in quarantena i propri pazienti con sintomatologia sospetta -  fino ad ora era sempre il Sisp a stabilirla e comunicarla, talvolta con molto ritardo - e a gestire il contact tracing, cioè l'identificazione dei contatti stretti, processo estremamente importante per bloccare in tempi rapidi un eventuale focolaio. Venerdì 9 l' assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi ha incontrato tutte le firme sindacali dei Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, ottenendo il via libera. Il tempo ora di ufficializzare l'accordo con un provvedimento firmato dal presidente Cirio, e i medici di famiglia potranno prendere in mano la situazione, probabilmente entro la prossima settimana. Nella video conferenza della Regione Piemonte, è stato anche garantita ai medici di famiglia la fornitura di Dispositivi individuali di Protezione. Ridotto e più marginale, ora, il ruolo dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, ai quali rimarrà la gestione della comunicazione con i sindaci, l'indagine epidemiologica generale (al di fuori dei contatti stretti) e l'esecu<zione dei tamponi in collaborazione con le Usca, le unità speciali di continuità assistenziale.

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Paola Molino

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