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Quel che non è Pinerolo ma potrebbe diventare

Mercoledì 28 Settembre 2011 - 00:00

Pinerolo è una bella città, circondata da una corona di montagne che ne rendono il clima gradevole in tutte le stagioni e quindi ideale per la residenza, come confermato da molte persone che qui sono venute ad abitare al termine della loro vita lavorativa. Non è però una città con una vocazione definita. Non è turistica, anche se l'alta Val Chisone costituisce certamente un'attrattiva; non è industriale, anche se in città e nel Pinerolese esistono industrie importanti; non è specializzata nel terziario. Nonostante l'esistenza di un Centro studi significativo e di molti servizi di tipo commerciale e direzionale.
Le Amministrazioni da poco elette sono chiamate ad affrontare un momento di crisi profonda ed a trovare soluzioni efficaci, operando su tutti i fronti.
Sono stati organizzati eventi importanti che hanno coinvolto la nostra città e il territorio (dalle Olimpiadi al Tour de France) ma non mi pare che a questi eventi sia seguito un adeguato impegno nelle iniziative promozionali regionali per inserire Pinerolo con il suo centro storico, il Museo della cavalleria, le attrattive delle valli olimpiche, la grande tradizione valdese, negli itinerari proposti o suggeriti, in modo che i visitatori di Torino capitale siano indotti a dedicare un giorno o due al Pinerolese. Senza questo manca un ritorno in termini economici delle pur importanti manifestazioni.
Per incrementare l'occupazione credo che si debbano utilizzare i lavori pubblici come volano dell'economia, utilizzando le facilitazioni consentite dalle nuove leggi per l'accelerazione nell'affidamento dei lavori e si debba inoltre cercare di non mortificare e dilazionare le poche iniziative che si presentano. Va molto bene lo sportello unico, ma conferenze dei servizi che si trascinano per mesi e mesi non sono giustificate.
Se è vero che esiste una forte richiesta di edilizia sovvenzionata perché non tentare un'iniziativa di finanza innovativa che coinvolga la municipalità, gli Istituti di credito specializzati nell'"housing sociale" e la proprietà privata per recuperare sul mercato qualcuno dei tanti alloggi in vendita. Ma forse il problema reale è che ci sono molte famiglie in difficoltà.
L'Università a Pinerolo, partita nel 1996, ora langue, ma sarebbe un errore abbandonare una iniziativa che, magari rivolgendosi ad altri settori (lingue straniere, sanità), ma anche al campo economico tecnico, come ad esempio un corso di laurea breve di "Tecnico della qualità e delle metodologie di produzione", può vivere di nuova vita. Forse sarebbe necessario, per attirare studenti anche da fuori zona, organizzare una qualche forma di accoglienza e di ospitalità.
Esiste una legge regionale per favorire "gli investimenti produttivi dall'estero e il reinsediamento di imprese che hanno delocalizzato" È di qualche settimana fa la notizia che un gruppo internazionale con stabilimenti in tutto il mondo, porterà alcune linee di produzione dalla Romania in Piemonte, sfruttando le opportunità offerte da questa legge. Perché non verificare con gli altri Comuni del Pinerolese quali siano le aree disponibili per insediamenti industriali e collegarsi con le competenti autorità regionali per inserire la nostra zona nell'elenco dei territori idonei ad ospitare nuove iniziative o ritorni di attività produttive.
Questo ragionamento mi conduce ad un'ultima considerazione. Pinerolo deve riassumere il suo ruolo di guida e promotore del Pinerolese e delle sue valli, di cui è il capoluogo naturale, anche perché sulla nostra Città gravitano già alcuni importanti servizi, dalle scuole superiori al Tribunale. Questo non per organizzare una grande "convention" dove tutti intervengono con dichiarazioni di principio condivisibili, ma che raramente conducono a decisioni operative e spesso esauriscono la loro efficacia appena la manifestazione è conclusa. Meglio qualcosa di più modesto dove i sindaci, coscienti delle loro responsabilità e preoccupati delle difficoltà del momento, esaminano la situazione e discutono di pochi possibili e concreti interventi.