Martedì 20 Ottobre 2020Ultimo aggiornamento 7:14

Operazione "Doppio debito": anche un villafranchese nella banda accusata di usura, estorsione e truffa

Operazione "Doppio debito": anche un villafranchese nella banda accusata di usura, estorsione e truffa
Venerdì 16 Ottobre 2020 - 17:42

C'è anche il villafranchese Graziano Di Maio tra i sei arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Torino nell'ambito dell'operazione "Doppio debito". Tutti quanti dovranno rispondere di associazione per delinquere dedita a usura, abusivismo finanziario, estorsione e truffa. Le indagini, coordinate dal Procuratore di Asti Alberto Perduca, dirette dal sostituto procuratore Gabriele Fiz e condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino, hanno riguardato condotte che vanno dal 2018 alla fine del 2019 e hanno avuto pieno sviluppo durante tutto il periodo dell'emergenza Covid.

A detta degli inquirenti, la banda operava a Carmagnola, dove risiede uno degli arrestati, Giacomo Lafleur, ma risultava operativa anche a Torino, Ivrea, Moncalieri, Cuneo e Bra. Sotto le direttive proprio di Lafleur, il gruppo applicava tassi usurari fino al 2.500 per cento. Il core business dell'associazione era l'offerta sistematica e professionale di prodotti finanziari a soggetti bisognosi di denaro e che, nella maggior parte dei casi, non presentavano le condizioni per accedere al credito secondo procedure ordinarie.

Le vittime erano imprenditori in difficoltà economiche ed anche casalinghe e disoccupati già indebitati. Gli indagati si presentavano di volta in volta come "ex direttori di banca" o "agenti finanziari", organizzando gli incontri in luoghi all'aperto, bar, centri commerciali. Proponevano un vero e proprio "pacchetto completo" e si nascondeva dietro il finanziamento concesso da una finanziaria realmente esistente. Poi pretendevano dalla vittima, in contanti, il "compenso" per i propri "servizi": e applicavano tassi usurari fino al 2500% in più rispetto a quelli leciti per l'attività di intermediazione, con richieste di pagamenti fino al 60% del finanziamento, anche con estorsioni e minacce.

pa. pol.
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Paola Molino