Processo al Nido: la teste conferma le accuse

20/10/2011 - 16:12

Coerente, tranquilla, cristallina. In una parola, decisamente credibile. La testimone perfetta. Si aggiunga il viso pulito e la pacatezza delle risposte, e si ha il ritratto di Alice Contini, teste chiave dell'accusa contro le tre educatrici del nido "Nel Paese delle Meraviglie".

Questa mattina, davanti al giudice Luca Del Colle, è stata sentita, al piano terra del Tribunale di Pinerolo, per quasi quattro ore. Prima l'esame del pm Ciro Santoriello, poi i legali delle sette parti civili (oltre al Comune, sei famiglie), infine il controesame dei tre difensori: Davide Richetta per Elisa Griotti, Mirella Bertolino per Francesca Pamfili e Cristina Botto per Stefania Di Maria (tutte presenti in aula). Lei, Alice Contini, ha risposto senza tentennamenti alle domande, confermando ancora una volta le accuse che portarono all'incriminazione per le tre ex-titolari del Nido (oggi chiuso) e al sequestro della struttura (l'11 novembre dello scorso anno). Lì la 24enne lavorò, con contratto a tempo indeterminato, dal gennaio 2008 al 6 agosto 2010. Questa mattina, per la prima volta pubblicamente, ha ribadito che in quell'asilo era ormai prassi ingiuriare e umiliare alcuni bambini, vessarli con scappellotti o mettendoli a dormire da soli, prenderli in giro, apostrofarli malamente, spesso con pesanti allusioni sessuali che la Contini ha riportato con precisione. Sempre a detta della giovane, la principale responsabile di questi "metodi" che dal racconto di Contini rasentano il sadismo, pare fosse Francesca Pamfili. Le altre due si sarebbero "accodate" e solo in un secondo tempo avrebbero fatto "comunella" con la Panfili. «Nessuna attendibilità, accuse generiche, mille contraddizioni»: questo il commento a caldo delle difese, che però questa mattina non sono riuscite a scalfire la versione della Contini, se non mettendo in luce ipotetiche ragioni di invidia e gelosia di Alice nei confronti dell'ex amica Pamfili. In ogni caso, «questo è solo il primo di 100 testimoni», ha avvertito Richetta. Vale a dire, i giochi son tutti da giocare. Prossima udienza, il 10 novembre con una delle due sorelle Monelli, le altre testimoni fondamentali del pm.