Il turismo outdoor del dopo-Covid: incontri online

Il turismo outdoor del dopo-Covid: incontri online
Lunedì 9 Novembre 2020 - 10:30

Migliorare la segnaletica dei sentieri e trasmettere un’immagine unitaria del territorio. Secondo gli operatori turistici delle valli del Pinerolese sono tra le esigenze più urgenti del settore. In quaranta, dalle valli Susa, Chisone, Sangone, Germanasca, Pellice, il 26 ottobre si sono incontrati su una piattaforma streaming per immaginare il turismo outdoor del dopo-Covid. 

 

Da lunedì 9 novembre, insieme agli operatori delle altre valli della provincia di Torino e Cuneo, parteciperanno a un percorso di formazione dedicato alla co-progettazione dell’offerta. Fino ad aprile si svolgeranno quattro incontri al mese; si parlerà di marketing, di trend turistici, del valore del fare squadra, e si conosceranno case history di successo di Trentino e Svizzera.

 

Nell’incontro con gli operatori pinerolesi ciò che è emerso con maggior forza è stato l’esigenza di unire forze ed esperienze per presentare un’offerta turistica coordinata. In tanti chiedono un calendario unico delle manifestazioni, un’applicazione per smartphone che riunisca attività in programma, percorsi outdoor e strutture ricettive, e una maggior connessione tra offerte diverse. 

 

«Un segnale positivo - commenta Luisa Piazza, direttore di DMO Visit Piemonte - di consapevolezza sull’utilità di sviluppare relazioni organizzative all’interno di un sistema coordinato in grado di stimolare attività finalizzate allo sviluppo sostenibile del territorio e delle sue risorse. In questa prospettiva il concetto di fare rete diventa prioritario in tutti gli ambiti: da quello pubblico, a quello privato fino a quello associativo e non-profit». 

 

Concorda sul fatto che il “fare rete” sia la maggior esigenza del turismo outdoor Pinerolese? «In termini relazionali è forte l’esigenza di creare una rete tra tutti gli attori della filiera così da lavorare sempre più in modo condiviso e capillare. In termini di contenuti e processi è emersa la necessità, sulle componenti “hard”, di aumentare i controlli e la manutenzione della rete sentieristica, insieme con il miglioramento della segnaletica e il potenziamento della rete cicloturistica. Sulle componenti “soft” l’esifìgenza di costruire un’offerta varia, integrata e trasversale rispetto ad altri settori (enogastronomia, artigianato, cultura etc.) segmentando le proposte a seconda delle diverse tipologie di visitatore/turista». 

 

Dopo il primo confronto tra gli operatori, l'impressione è che il territorio abbia bene in mente che l'unione fa la forza. E che questo nuovo periodo di quasi-lockdown può diventare l'occasione per unirsi e migliorare in vista del futuro.

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Paola Molino