Sabato 31 Ottobre 2020Ultimo aggiornamento 12:43

Hockey ghiaccio, Valpeagle: senza pubblico grave danno, slitta la prima giornata

Hockey ghiaccio, Valpeagle: senza pubblico grave danno, slitta la prima giornata
Venerdì 18 Settembre 2020 - 16:52

Il mondo dello sport piemontese che in queste ore s’interroga sull’impossibilità di ospitare il pubblico all’interno degli impianti: la questione interessa la Valpeagle, tradizionalmente forte di un seguito di spettatori importante e preoccupata di fronte alle ricadute sull’attività, in termini di ricaduta economica, dovute alla riduzione marcata degli incassi del botteghino. Riunita ieri sera, l’Assemblea dei Soci della Cooperativa Hcv Filatoio 2440 ha stabilito di rimanere aperta secondo le possibilità previste dallo Statuto, per deliberare quale futuro dare alla stagione. Con o senza spettatori: il bivio è, extrema ratio, tra proseguire o meno. Torresi che non potranno comunque disputare la gara interna del 26 settembre, considerata l’impossibilità di disporre dell’impianto di gioco(«il Comune di Torre Pellice ha avviato le procedure per l’apertura dell’impianto e pur con tutta la buona volontà non esistono i tempi tecnici da parte del gestore per la realizzazione di quanto previsto dalle linee guida del Governo e da quelle specifiche della Fisg in tema di utilizzo dello stesso» - spiega il club di Ihl). L’ipotesi dello scenario a porte chiuse comporterebbe un disavanzo di circa 50 mila euro: «il fatto è che in termini di budget gli elementi contradditori ancora in essere rendono impossibile prendere una decisione. Non sono solo le società di hockey su ghiaccio, ma tutte le società sportive (in particolare lancia un allarme il volley subalpino, ndr) – e di conseguenza le relative Federazioni e Regioni – a interpretare in maniera diversa ciò che il dpcm del 7 agosto, in validità fino al 7 ottobre, dice in relazione allo svolgimento di manifestazioni sportive» - puntualizza Filatoio, richiamando un quadro sfaccettato a seconda della regione in cui è programmato un evento. Si va quindi da chi giocherà a porte chiuse, a chi concederà l’ingresso a un massimo di 200 spettatori per arrivare a chi invece avrà deroghe per ospitarne 500 oppure persino il 25% della capienza dell’impianto. Da sciogliere anche il nodo dei protocolli sportivo e medico da sottoporre al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico. Soci della Cooperativa che si ritroveranno venerdì prossimo, nel concreto auspicio di disporre di certezze sulla capienza autorizzata.

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Paola Molino