Mercoledì 25 Novembre 2020Ultimo aggiornamento: 24/11/2020 - 21:08

Predazione da lupi: il gregge decimato lascia l'alpeggio, sanzioni per il proprietario

Predazione da lupi: il gregge decimato lascia l'alpeggio, sanzioni per il proprietario
Venerdì 10 Luglio 2020 - 12:05

Ieri mattina le 190 pecore sopravvissute alla più grave predazione da lupi che si ricordi in Val Chisone, hanno lasciato l'alpeggio comunale di Pian di Cerene, lungo la strada dell'Assietta. Il proprietario le ha portate via, per la loro stessa sicurezza, dopo una raffica di prescrizioni e sanzioni da parte del Servizio veterinario dell'Asl, che ha lavorato nelle ultime due settimane a stretto contatto con il Comune.

 

L'antefatto è di per sé storico. Un fatto senza precedenti: 40 pecore morte, di cui una dozzina predate dai lupi a poche ore dal loro arrivo all'alpeggio, sabato 27 giugno. Secondo gli accertamenti erano state lasciate con custodia del tutto insufficiente. Le altre sono morti indirette: cadute nel dirupo, soffocate dalle altre pecore mentre cercavano in massa riparo in un anfratto sotto una roccia, o ferite in modo irrecuperabile. Altre 40 pecore disperse sono poi state recuperate vive.

 

Ciò che è accaduto da quel momento, fino al trasferimento degli animali, avvenuto nella mattinata del 9 luglio, è altrettanto inedito e destinato a lasciare un segno ancora più grande. «Abbiamo lavorato a stretto contatto con il sindaco Ferretti - riassume il veterinario dell'Asl TO3 Mauro Bruno - e abbiamo preso decisioni anche impopolari. Ma ora gli animali sono stati messi in sicurezza. Non lo erano per due motivi: perché di per sé non erano in grado di stare in alpeggio e pascolare, e in più non erano state adottate le misure minime necessarie per stare in alpeggio su un territorio come questo, anche in relazione alla prevenzione di predazioni». Altro aspetto fondamentale è che è stato dato un segnale a tutti gli altri allevatori: «Dobbiamo salvaguardare il lavoro fatto sin qui con i pastori per indurli ad adottare i sistemi di prevenzione e di conduzione corretta dell'alpeggio. E dobbiamo dar capire che questo non è un territorio di conquista per fare giochetti, ma occorre rispettare le regole», ha aggiunto il veterinario.

 

Dopo essere stato convocato e aver ricevuto spiegazioni su cosa avrebbe dovuto fare e ulteriori controlli nei giorni seguenti, il titolare della società di Alessandria concessionaria dell'alpeggio ha deciso di portare via gli animali senza ulteriori azioni coercitive. Seguiranno comunque ulteriori accertamenti sotto molti aspetti: oltre alle sanzioni applicate direttamente, il Servizio veterinario consegnerà relazioni dettagliate agli enti competenti, perché possano valutare tutti gli aspetti relativi all'attività in alpeggio, dalla gestione aziendale all'erogazione di contributi. Approfondimenti su "L'Eco del Chisone" in edicola mercoledì 15 luglio.

Luca Prot
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Paola Molino