Lunedì 12 Aprile 2021Ultimo aggiornamento 18:38

Si indaga sulla morte della donna in sala parto

Si indaga sulla morte della donna in sala parto
Mercoledì 21 Ottobre 2015 - 14:12

In seguito alla morte della giovane donna morta questa mattina, 21 ottobre, durante un parto cesareo all'ospedale "Agnelli" di Pinerolo, la Direzione dell'ASl TO 3 ha aperto un'indagine interna per analizzare nel dettaglio il percorso clinico seguito dalla partoriente, ed accertare eventuali responsabilità nel decesso. Un percorso inziato un paio di giorni fa: la donna, una 26ennedi origine brasiliana ma residente da tempo a Piscina, era stata ricorverata nella mattinata di lunedì 19 ottobre alla sua 41^ settimana di gravidanza. Secondo quanto riferisce l'Azienda sanitaria, gli esami a cui veniva sottoposta la donna erano tutti regolari e non evidenziavano problematiche neanche per la neonata. Martedì 20 alle 6,50 del mattino veniva stimolata l'induzione al travaglio, visto la mancanza di contrazioni spontanee. Alle 22 circa, la pazienta iniziava a riferire le prime contrazioni irregolari, con battito fetale regolare, e alle 22 anche le contrazioni, sempre secondo quanto riferito dall'ASL TO 3, si regolarizzavano. Alle 5,20 di questa mattina, mercoledì 21 ottore, la paziente riferiva di sentire spinte da parto; in attesa che venisse effettuato il tracciato cardiotocografico,  la giovane donna perdeva conoscenza.  La paziente veniva trasferita nell'attigua sala cesarei per l'intervento di emergenza. Alle 5,40 veniva estratta la neonata, poi trasportata al Santa Croce di Cuneo viste le sue difficili condizioni , mentre  la puerpera, ancora sotto i ferri, aveva due arresti cardiaci: nel primo la paziente veniva recuperata; il secondo purtroppo risultava fatale per la giovane signora, che si spegneva alle 7.  Sul caso è in corso anche un accertamento da parte della Procura della Repubblica.

 

 

 

Informazione al servizio della comunità e per essere comunità, da sempre questo è lo stile inconfondibile de L'Eco del Chisone: con l'emergenza Coronavirus, ora più che mai, lo sentiamo come un dovere non solo nei confronti dei nostri lettori, ma di tutti i cittadini. Perché solo insieme ce la faremo.

Paola Molino