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Hockey Valpe licenzia Ellis e si affida al "duro" Ivany: giovedì a Torre sfida al Fassa

Mercoledì 18 Gennaio 2012 - 00:00

«Torre Pellice? Ricordo le lunghe trasferte che, sin dai primi Anni '80, ho compiuto con le mie squadre. Col Gardena preferivamo anticipare di 24 ore e dormire la notte prima del match all'hotel Gilly… Perché qui vincere non è mai stato facile: i tifosi sono il settimo e l'ottavo uomo in pista». Sono le prime parole a "L'Eco" di Ron Ivany, il nuovo allenatore del Valpellice Bodino Engineering. Un fiero avversario di lunga data che oggi diventa l'uomo della provvidenza: il "sergente di ferro" cui la dirigenza affida le speranze di riscatto di un'annata sin qui balorda.
Certo, il passaggio da Mike Ellis, un 38enne dai modi cortesi, a Ron Ivany, un 62enne noto come un "duro", è una piroetta di 180 gradi. Sorprende un po' la tempistica, visto che la squadra si era comportata benissimo nell'ultimo match prima della pausa. Ma la società ha reputato troppe le sei sconfitte consecutive che avevano preceduto il bel successo sul Pontebba. E ha deciso - per scuotere l'ambiente, giocatori in primis - di chiedere aiuto a un vecchio guerriero delle piste, con 38 anni di carriera da allenatore alle spalle.
La notizia è stata ufficializzata lunedì sera, nel momento in cui Ivany saliva sull'aereo che - dal Canada - lo riportava in Italia. Molto sorpreso e amareggiato dall'accaduto Mike Ellis, che aveva un accordo fino al 2013. Quest'anno, è fuor di dubbio, non ha ottenuto i risultati sperati. Tuttavia, negli ultimi tempi, aveva lavorato per il riscatto, ingaggiando Valiquette e Dickenson. Ellis resterà negli annali della Valpe come colui che - insieme a Giulio Francella - ha conquistato la prima semifinale-scudetto, rivitalizzando una squadra allo sbando.
È quanto la società torrese chiede ora ad Ivany, uno dei “monumenti” dell’hockey di casa nostra. «Cosa farò? Prima di rispondere, voglio incontrare i giocatori, uno per uno, per capire i problemi e trovare le soluzioni», anticipa il coach.
«Sì - ammette -, sono un duro "taskmaster" (a voi la traduzione preferita tra: sorvegliante, capomastro, aguzzino…, ndr). Voglio il 100 per cento da tutti. E i giocatori saranno responsabili delle loro performance. In fondo, tutti vogliono vincere: dobbiamo trovare il modo». (approfondimenti nell'edizione in edicola)