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Berlusconi abita a Pinerolo?

La classe politica e promesse non mantenute
Mercoledì 7 Dicembre 2011 - 00:00

Sarà pur colpa delle escort, delle intercettazioni voyeuristiche, delle brutte figure che ci ha fatto fare all'estero ma la caduta di Berlusconi è figlia, soprattutto, delle promesse non mantenute. I "lanci" berlusconiani sono noti a tutti. In tre giorni avrebbe fatto scomparire i rifiuti da Napoli (più o meno le stesse promesse, poi disattese, del sindaco partenopeo, De Magistris), la ripresa dell'economia italiana è alle porte… I napoletani sono testimoni delle promesse non mantenute, così come noi italiani in stato di sofferenza economica ed occupazionale.
Ma il sistema berlusconiano è anche di casa qui da noi, nel Pinerolese. Da quasi quattro anni in tanti condividono la necessità che il territorio - forze politiche, imprese e parti sociali - si mettano attorno ad un tavolo per fare emergere qual è la nostra vocazione, cosa fare, che idee e progetti - se ce ne sono - si vogliono portare avanti. Perché, disse ad esempio il presidente della Provincia di Torino Saitta, «non ha senso attrarre Pinerolo nella periferia di Torino (…). Serve un Piano condiviso del territorio per non disperdere energie e finanziamenti». Solo che gli anni passano, velocemente. Queste cose Saitta le diceva nella primavera del 2008 e siamo sempre al punto di partenza.
L'on. Merlo ed il sindaco di Cavour/assessore provinciale Bertone hanno rilanciato il sasso tre settimane fa. L'avevano lanciato la prima volta nell'aprile del 2010, c'erano state polemiche trasversali interne al centrosinistra ma, parole a parte, tutto è rimasto come prima. Certo, gli Stati generali non sono affatto un toccasana garantito per il territorio, ma almeno un tentativo per accordarsi, fuori da ogni campanilismo, in che direzione andare, su cosa puntare, con tanta umiltà e nessuna autosufficienza, come già ricordavamo nel 2010.
Occorre andare oltre le promesse finora disattese. Non vogliamo fare inutili polemiche ma solo ricordare che, sempre nella primavera del 2008, Saitta dichiarò: «La Provincia da qualche mese sta lavorando per organizzare in autunno gli Stati generali». Presidente Saitta, di anni ne sono passati oltre tre, non sarebbe ora di dare gambe alle idee?�