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Malavita: bancomat sventrato a Piossasco; "assalti" a Rivalta e Orbassano

Mercoledì 16 Novembre 2011 - 00:00

PIOSSASCO - Intorno alle 3, nella notte tra mercoledì 9 e giovedì, ladri-scassinatori hanno fatto esplodere il bancomat della Cassa di risparmio di Savigliano a Piossasco, in via Pinerolo 70, sotto i nuovi portici ex Frap.
I ladri, incappucciati per non essere filmati dalle telecamere esterne che avevano però girato verso l'alto, hanno introdotto nel bancomat una miscela di gas (acetilene e ossigeno), innescata poi da un congegno elettronico a distanza. Il bottino si aggira sui 40mila euro. Il colpo al bancomat di Piossasco giunge dopo quelli di Ivrea, Borgaro e Settimo: il segnale della presenza di una banda specializzata nel ramo.
Lo scoppio ha svegliato gli abitanti del condominio perché oltre a far saltare il distributore di banconote ha anche danneggiato i locali della banca mandando a pezzi l'ingresso e una parte degli uffici. I cassetti contenenti il denaro si sono fusi, ma i banditi li hanno ugualmente portati via. Il danno è ingente sia per il denaro sottratto sia per la demolizione di una parte degli uffici.
Sul fatto indagano i Carabinieri di Piossasco e i colleghi della Compagnia di Moncalieri. La Cr Savigliano era stata inaugurata il 19 febbraio 2009 e vi lavorano tre dipendenti. Sull'asse Cuneo-Torino la CrS, fondata nel 1858 a Savigliano, conta 16 filiali, tra cui Torino, Vinovo e Piossasco.

ORBASSANO/RIVALTA - Due assalti fotocopia, quelli messi a segno nella serata di martedì ai danni di stazioni di servizio. Due blitz che, a detta dei Carabinieri del comando di via Montegrappa che stanno svolgendo le indagini, non necessariamente porterebbero la stessa firma.
E ciò nonostante lo stesso copione, la medesima modalità d'azione e l'identica preparazione del colpo. Due assalti non improvvisati, compiuti da professionisti nel giro di pochi minuti e a qualche chilometro di distanza l'uno dall'altro. Il primo assalto è avvenuto alla stazione di servizio Ip di strada Stupinigi: ladri italiani, pistola in pugno e volto coperto da un passamontagna. Un'azione sicura e senza tentennamenti. Hanno preso oltre mille euro in contanti e poi sono fuggiti alla svelta a bordo di una Fiat Stilo.
Pochi minuti dopo, altro blitz questa volta messo a segno nella nuova stazione di servizio Acla, quello al Dojrone sulla nuova bretella dell'Ativa che collega frazione Pasta a strada S. Luigi. Una banda di quattro persone vestite di nero, sciarpe e cappucci per coprirsi il volto, uno spiccato accento dell'Est dalle parole dell'unico che si è rivolto ai gestori dell'impianto. Sono arrivati pochi istanti dopo la chiusura. In mano avevano coltelli, un piede di porco e spranghe.
Sapevano bene cosa fare. Non hanno badato alle telecamere e al sistema di videosorveglianza, con modi spicci si sono fatti consegnare l'incasso, circa ottomila euro. Poi attimi di tensione quando uno dei quattro ha intimato ai gestori di consegnare loro altri soldi. Alla fine, forse anche per evitare che qualche automobilista di passaggio si insospettisse e desse l'allarme, sono scappati a bordo di un'Alfa 156.�