Mercoledì 22 Novembre 2017Ultimo aggiornamento 16:30

Stalking su barista di S. Secondo: poliziotto a processo, accuse pesantissime

Stalking su barista di S. Secondo: poliziotto a processo, accuse pesantissime
Giovedì 21 Settembre 2017 - 11:24

Stalking, ricettazione aggravata, danneggiamenti, diffamazione: i quattro, pesantissimi, capi d'imputazione sono le risultanze dell'indagine condotta dal pm Andrea Padalino nei confronti Massimiliano Conte, classe '86, agente dela Polizia stradale oggi sospeso dal servizio. Un'indagine che dire blindata è poco, tanto che il pm ha ritenuto di poter andare a processo con giudizio immediato ed ora il gip Alfredo Toppino ha accolto la richiesta, disponendo il decreto che fissa il rito. Conte, arrestato il 4 luglio e dal 26 di quel mese ai domiciliari nel Leccese, dovà presentarsi davanti al giudice monocratico della Quarta sezione penale del Tribunale di Torino, lunedì 20 novembre.

Secondo gli inquirenti, il giovane poliziotto è lo stalker di Marcello Paschetta, il titolare del bar-tabacchi Infinito Cafè di via Valpellice a S. Secondo, pesantemente infamato nel marzo scorso con volantini che lo additavano come "pedofilo" da cui "stare attenti". Sempre Conte sarebbe l'autore dei danneggiamenti subiti a più riprese dal bar di Paschetta (telecamere di videosorveglianza fatte a pezzi, colla nelle serrature, vetri rotti nel distributore di sigarette), che dista solo pochi metri da "Il Salento di Mary" un piccolo locale, oggi chiuso e in vendita, specializzato in prodotti salentini, intestato alla moglie di Conte. Una contiguità (anche abitativa perchè la famiglia del poliziotto abitava al piano superiore), trasformatasi in rivalità commerciale, che avrebbe generato forti tensioni tra le parti: quelle che sarebbero degenerate in aperta persecuzione da parte di Conte nei confronti di Paschetta e della moglie insegnante (che si sono affidati al'avv. Pierfranco Bertolino). Durante una perquisizione effettuata dagli investigatori in casa di Conte, sarebbero inoltre stati trovati diversi documenti provenienti da svariati furti avvenuti nel Torinese e regolarmente denunciati. Da qui l'accusa di ricettazione, aggravata perchè l'agente della Polstrada avrebbe quantomeno detenuto nella sua abitazione tessere sanitarie, carte d'identità, patente di guida ed altro, ricevute da persone rimaste ignote. Insomma, un quadro indiziario pesantissimo che rimanda la figura di un personaggio dai molti lati oscuri. A difenderlo, l'avv. Gessica Martello, che ha chieso la revoca della misura cautelare. Nella foto, "Il Salento di Mary" e il vicino Infinito Cafrè, preso di mira a più riprese.

Sul prossimo numero de L'Eco, altri particolari. 

 

Lucia Sorbino