Giovedì 29 Giugno 2017Ultimo aggiornamento: 28/06/2017 - 23:30

Il lavoro e i falò: lettera del pastore Genre

Il lavoro e i falò: lettera del pastore Genre
Giovedì 16 Febbraio 2017 - 15:33

La Chiesa valdese di Pinerolo esprime la sua vicinanza ai famigliari e la sua solidarietà ai 178 lavoratori e lavoratrici della PMT che in questi giorni stanno cercando di difendere il proprio posto di lavoro, esprimendo la sua preoccupazione per il declino produttivo di questo territorio: « Una sorte devastante per l'industria nel Pinerolese che dovrà cercare una nuova vocazione affinché questa non diventi - come già è capitato in passato - una terra di sola emigrazione» afferma. Qui di seguito una scritta dal pastore Gianni Genre e dal Presidente del Concistoro valdese di Pinerolo sul XVII febbraio e sui diritti, primo fra tutti quello al lavoro.

Cari fratelli, cari amici
celebrare il XVII febbraio a Pinerolo, con il falò del 16 febbraio in piazza D'Armi, ha quest'anno per noi tutti un significato doppiamente importante. Le celebrazioni, infatti, nel 2017 coincidono con il cinquecentenario della Riforma protestante e portano con sé l'ovvia conseguenza di ripercorrere quella parte di storia del nostro continente che, dal punto di vista sociale e politico, ci ha insegnato, in cinquecento anni, a dare importanza a temi come la libertà, la democrazia e i diritti di tutti. Parimenti, nel pinerolese, le celebrazioni coincidono con il venire in primo piano della crisi della Pmt, ex Beloit.  Una situazione che ci mette di fronte alla questione dei "diritti", e in particolare del diritto al lavoro.  Il lavoro, diqualunque lavoro si tratti, per noi protestanti è l’ambito che ci consente anche di rispondere alla vocazione che Dio ci rivolge. Obbedire alla vocazione di Dio non significa condurre una vita particolarmente “consacrata”, ma impegnarsipienamente nella professione secolare scelta. La nostra esigenza etica dev’essere quella di creare le condizioni perché tutti e ciascuno possano, almeno in parte, realizzarsi nel proprio lavoro che non può diventare semplicemente
merce. 178 persone, infatti, con le loro famiglie, rischiano di perdere il loro diritto al lavoro, riconosciuto dalla nostra Costituzione. Il nostro territorio rischia di perdere il diritto ad essere luogo di impiego e non di sopravvivenza, con una comunità umana e civile che si è impoverita progressivamente e drammaticamente.
Per i Valdesi, avere conquistato i diritti civili 169 anni fa significò diventar  anzitutto cittadini. Oggi riconosciamo ancora una volta che sulle libertà si deve vigilare in modo permanente. Qualche volta i "privilegi" che abbiamo non ci consentono di avvertire la sofferenza delle persone che, accanto a noi, non hanno i nostri stessi diritti, diritti che li rendono uomini e donne meno liberi.
Per questo, come chiesa valdese - e come parte della società pinerolese- siamo vicini ai lavoratori della PMT e alle loro famiglie e pensiamo di dirlo in  maniera chiara nei momenti di celebrazione del XVII febbraio, ma anche con la nostra presenza alla manifestazione del 18 febbraio a Pinerolo.