L'Eco del Chisone nasce a Pinerolo nel novembre del 1906 come settimanale al servizio del Circondario di Pinerolo, allora sottoprefettura, nel cuore dell'età giolittiana, sotto i segni della bella epoque.
Il direttore è un giovane avvocato, Bianco Crista, membro attivo del movimento cattolico, la base economica e giuridica è una società per azioni. Fra i fondatori ci sono laici e sacerdoti della diocesi di Pinerolo, gli stessi che operano nelle associazioni cattoliche del Pinerolese. È un giornale laico di ispirazione cattolica che offre molto spazio alla cronaca, segue l'attività economica e politica del territorio e offre commenti agli avvenimenti della vita nazionale.
I DIRETTORI DE
“L’ECO DEL CHISONE" DAL 1906 |
| 1906/1922 |
Cosimo BIANCO CRISTA |
| 1922/1926 |
Giovanni REYNAUD |
IL GIORNALE FU SOSPESO DAL FASCISMO DA FINE OTTOBRE A DICEMBRE 1926 |
| 1927/1950 |
Giuseppe PERTUSIO |
| 1950/1970 |
Gabriele MERCOL |
| 1970/2004 |
Vittorio MORERO |
| dal 2004 |
Pietro TROSSERO |
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Alla vigilia della prima guerra mondiale L'Eco del Chisone è moderatamente interventista. Subito dopo il conflitto l'avv. Bianco Crista lascia la direzione ad un altro avvocato, un giovane di Garzigliana, Giovanni Reynaud, già capitano al fronte nel corpo degli alpini. Sono anni movimentati e nel 1926 il Prefetto di Torino ordina la chiusura del settimanale. Il vescovo di allora, mons. Angelo Bartolomasi, si attiva però per salvare la testata e l'autorità del regime concede il permesso di uscita del giornale conferendogli la dizione di settimanale dell'Azione Cattolica. Il giornale passa poi sotto la direzione di don Giuseppe Pertusio, che ogni tanto ritaglia, per L'Eco, pezzi da "l'Osservatore Romano" o passi da Civiltà Cattolica; il giornale declina e diminuiscono i lettori. |
Fortuna vuole che a Pinerolo i Padri Giuseppini stabiliscano una loro tipografia sotto forma di scuola e, dopo la guerra, il giornale viene affidato al sac. Gabriele Mercol, figura attenta, impegnata, ricco di dottrina e di una grande forza di volontà. Il giornale rinasce e la direzione Mercol dura dall’inizio del 1950 alla metà del 1970. Ma il '68, spaccando il cattolicesimo pinerolese, crea una certa difficoltà al giornale nel mediare le diverse posizioni. In quel momento avviene il cambio di direzione. Al can. Mercol subentra don Vittorio Morero.
Il giornale entra quindi in una fase di grande sviluppo grazie ad una formula che considera il pinerolese non un angolo di provincia ma un'area ove si riflettono tutti i problemi del paese. L'Eco diventa il giornale di tutti. Uno sforzo meticoloso e studiato, una organizzazione sempre più razionale, la partecipazione diretta ai dibattiti, l'apertura verso il mondo valdese, una linea di moderato progressismo che cerca di unire i ceti medi con la classe operaia, sono la fortuna del giornale. Dalle 9.500 copie di tiratura si passa alle 22.000 in pochi anni (ora sono circa 30.000).
Oggi il giornale ha una rete di collaboratori e di corrispondenti che lo animano e lo arrichiscono. La linea continua ad essere sempre la stessa: attenzione alla società e capacità di leggere gli avvenimenti con una preferenza verso posizioni di progresso culturale e sociale.
La Chiesa occupa un posto importante ma non centrale, al centro c'è l'uomo e la società a cui la Chiesa presta servizio e offre una testimonianza.
La base amministrativa del giornale è una Cooperativa. L'Eco del Chisone è oggi un'impresa con bilanci pubblici e investimenti mirati. |