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Edizione del 21 ottobre 2009

Una sibillina ordinanza del ministro delle… Politiche sociali
Sig. sindaco, come stanno i cani?


Com'è sempre (più) difficile fare il sindaco. Ne sanno qualcosa Bello di Cantalupa, così come la Zoggia di Porte, Catizone di Nichelino, Bruera di Luserna S.G. e tutti i loro colleghi.

Con i problemi che già hanno, da due mesi devono anche far attenzione ai cani randagi. Certo, costituiscono un problema e non li si può mica lasciare allo stato brado se i Vigili o un messo ne trovano uno per la strada. Solo che da agosto è uscita un'ordinanza urgente del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, che attribuisce ai sindaci responsabilità precise. Con questa ordinanza c'è poco da scherzare.

I cani randagi vanno tutelati, si deve tener conto della natura di "esseri senzienti" (per il buddhismo, ad esempio, sono quegli esseri viventi dotati di almeno un senso o comunque mammiferi, uccelli, rettili, pesci ed anfibi) ed i sindaci devono farsene carico, altrimenti saranno guai.

Trovi un cane randagio sul territorio che poi viene collocato in qualche struttura? A questo punto il signor sindaco - Bruera come la Zoggia, Catizone come Bello - di che cosa dovrà preoccuparsi? «Di effettuare - parole testuali dell'ordinanza urgente - periodiche verifiche sullo stato di salute e benessere degli animali almeno una volta all'anno». Ma non finisce qui: il signor sindaco «dovrà dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute degli animali al Consiglio comunale…».

Probabilmente verrà aperta anche una discussione in merito con interventi dei vari Drago, Berti, Colarelli, Peano, Suino, Groppo o Cirri per confermare o negare la patente di "Amico degli animali" al sindaco pro tempore!

Che vita da cani, signori sindaci. Segno evidente che i cani hanno un peso nella nostra società, tant'è che Morgando (candidato alla segreteria regionale del Pd per la mozione Bersani) venerdì 16 ottobre (abbiamo la copia del comunicato stampa, tranne che si tratti di uno scherzo di Franceschini o Marino) nel suo giro elettorale è stato anche in visita al canile "rifugio" di Torino, concludendo con uno slogan (rivolto ai cani?): «Fai vedere che ci tieni. Alle Primarie vota».



Pier Giovanni Trossero



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