CASTAGNOLE - In alcuni paesi lo vietano, in altri lo obbligano: oggetto del contendere è il riso agli sposi. Con un’ordinanza il sindaco di Castagnole ha proibito di utilizzare coriandoli, pasta, stelle filanti o quant’altro come auspicio alle coppie che pronunciano il "sì" presso il palazzo comunale o nella vicina chiesa parrocchiale.
La decisione è arrivata dopo che in diverse occasioni per l’intero week-end davanti agli edifici si sono accumulati rifiuti di ogni genere che spesso il vento ha provveduto a sparpagliare per le vie creando disagi, disordine e riempiendo i tombini delle acque di scolo.
«Una notevole quantità di materiale gettato sul suolo imbratta l’entrata del municipio o la chiesa, creando anche situazioni di pericolo per i pedoni», precisano dal palazzo civico.
Questi i principali motivi dell'ordinanza, che ha trovato d’accordo anche il parroco e un buon numero di cittadini.
Pareri discordanti e alcune critiche sono pervenute per la seconda parte del provvedimento che vieta gli striscioni d’augurio per i giovani che convolano a nozze.
Anche quelli vengono messi al bando: sindaco e amministratori non vogliono più vederli affissi ai pali pubblici perché «indecorosi e pericolosi per la viabilità».
Molti non concordano: «Se non danneggiano o imbrattano beni pubblici non danno così fastidio; molto spesso l’erba sulle sponde è più alta e pericolosa dei messaggi d’augurio», dicono alcuni giovani castagnolesi.
«Prima di vietare i festeggiamenti agli sposi - aggiunge un residente - ci sarebbe da fare molte altre ordinanze, per accrescere il decoro urbano ed evitare atti di scarso senso civico».
La multa va da 50 a 500 euro, ridotta a 100 se pagata immediatamente. Generalmente sono gli amici dei festeggiati a posizionare cartelli. Ma se non vengono sorpresi in azione con le bombolette, o mentre hanno i coriandoli in mano pronti per essere lanciati, la multa la devono pagare gli sposi?