Tra Pinerolese e immediati dintorni ci sono differenze di reddito medio per contribuente piuttosto variegate se si oscilla di Comune in Comune. Siamo in presenza di un dato che porta i centri della Pedemontana - i 25,500 euro annui di S. Pietro sono secondi solo ai 26.499 di Sauze di Cesana - a collocarsi al "vertice" di una classifica stilata prendendo in esame l'imponibile dichiarato ai fini del calcolo dell'addizionale Irpef.
Su scala nazionale è in atto un'analisi che evidenzia, a fronte dei colpi inferti dalla crisi, dinamiche di riduzione reddituale quando non la perdita vera e propria di una fonte di entrata. La stretta attualità si concentra sulla denuncia di situazioni da paradosso, con ristoratori che denunciano meno di pensionati. E nel leggere i dati della ricerca proposta da "L'Eco" va tenuto in giusto conto il fatto che ci sono le esenzioni dal pagamento o le detrazioni di chi si colloca sotto una determinata fascia di guadagno.
Mediamente, il gettito che si registra a S. Pietro è di quattromila euro superiore a quello della vicina Pinerolo, di 2.200 euro rispetto a Rivalta, di 1.200 euro nei confronti di Roletto, per restare nell'area pedemontana. Sul fronte del minimo reddito medio, piccoli Comuni come Salza, Rorà, Prali e Brondello. Anziché andare alla ricerca di maglie nere, sono le fasce di reddito più rappresentate a costituire elemento non solo di interesse statistico. Quando quasi il 45 per cento di contribuenti si colloca tra i 10 e i 20mila euro l'anno c'è una preminenza che si riflette in limitato potere d'acquisto.
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