Il primo passo di Juan Pablo Carrizo verso il riconoscimento della nazionalità italiana sembrava essere stato compiuto senza alcun intoppo. Residenza ottenuta, qualche giorno di permanenza nell'alloggio affittato in via Santorre di Santarosa a Pinerolo, il suo nome attaccato con un pezzettino di carta al campanello.
Intanto procedeva negli Uffici comunali l'analisi dei documenti presentati dal calciatore argentino per ottenere la cittadinanza italiana, necessaria al tesseramento nelle fila della Lazio, che già vanta il numero massimo previsto di giocatori extracomunitari.
Successivamente, intoppi sempre più difficili da superare. Presunto il paese d'origine, Pinerolo, presunta la discendenza, che sembra interrompersi dopo tre generazioni con una discrepanza tra i certificati di nascita e matrimonio. Questi i primi risultati emersi dall'esposto-denuncia presentato alla Procura del Consolato di Rosario-Santa Fe.
«Ci eravamo ripromessi di esaminare i documenti con rigore e velocità per poter permettere il tesseramento entro il 31 agosto -spiega il sindaco Paolo Covato -, ma abbiamo dovuto interrompere la pratica e mandare una lettera a Carrizo perché sussistono forti dubbi riguardo alle sue origini pinerolesi».
Finché lunedì i Carabinieri di Pinerolo hanno prelevato dagli Uffici anagrafici del Comune tutti i documenti relativi all'iter procedurale, portandoli sul tavolo del sostituto procuratore Ciro Santoriello.
Sembra così sfumare il tesseramento del portierone del River Plate, con la Lazio già impegnata alla ricerca di un sostituto e già pronta a cedere il giocatore in prestito, magari allo stesso club dal quale proviene, secondo la spietata logica del calciomercato. Senza squadra e l'alternativa, se la documentazione presentata si rivelasse un mero tentativo di aggirare le regole - per quanto discutibili possano essere - potrebbe essere il suo matrimonio con un'italiana, ovviamente con tempi di riconoscimento più lunghi.
Così come pare difficile suffragare il legame con Francesco Marto, nato a Pinerolo nel 1838 ed emigrato in Argentina, attraverso una documentazione che si perde nel passato ma che immancabilmente finirà per dare una risposta definitiva all'affare Carrizo.
Carta canta.