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Edizione del 4 novembre 2009Hockey ghiaccio: doppio ko con Renon e Asiago, probabile un ritorno sul mercato
Valpellice Arce, il gioco si fa duro
Ora la pausa per le Nazionali: si riprende giovedì 12 in Val di Fassa, poi la sfida cruciale con l'Alleghe


E giunsero i tempi di magra, dopo le abbuffate di emozioni. Tutto previsto, perfino giusto. La dimensione della Valpe - lo dice la storia, lo dicono i roster odierni - non è lottare per lo scudetto. I play-off, quelli sì, sono un obbiettivo realistico. E tutt'altro che scontato, visto che Alleghe e Cortina si sono rinforzati (Mark Brown sotto il Monte Civetta) o stanno per farlo (McKay o Camazzola sul pancone ampezzano, più - si mormora - Astashenko).

Sul mercato non mancano attenzioni biancorosse, specie per la retroguardia. Alle opzioni italiane di scuola se ne aggiungono altre, "nostrane" di passaporto: Michael Busto, che naviga tra Ahl e Ihl; o il Nazionale azzurro Trevor Johnson, ex-Renon e Asiago, finito ai margini nel roster del Kassel (club tedesco di Del). «La soluzione italiana sarebbe preferibile, seppure più difficile - dichiara il vice-presidente Paolo Vola -. Quindi non è esclusa la pista degli oriundi. La società, tuttavia, vorrebbe attendere la reazione della squadra alla ripresa delle ostilità. Giocarsi un transfer in più, oggi, potrebbe essere prematuro».

Il regolamento consente di ingaggiare, da qui al 31 gennaio, due stranieri supplementari Guai, però, a dimenticare che le norme impongono in pista un massimo di undici atleti di provenienza estera (nonché otto "punti-straniero", considerando che gli oriundi ne valgono 0,5). Ingaggiare un difensore canadese per allungare la difesa, in sostanza, imporrebbe di sacrificare, a turno, Beauregard o Petrov. Scovare un buon oriundo, invece, aumenterebbe le scelte di Vogin e ripartirebbe l'onere della tribuna - a rotazione - tra tutti gli stranieri.


RENON-VALPE ARCE


6-3

(2-0, 4-3, 0-0)

Renon Renault Trucks: Cloutier; Nemecek-Pavlin, Gruber (c)-Hafner, S. Ramoser-Bregenzer; L. Ansoldi-Jacina-Tudin, Tait-May-Scelfo, Rottensteiner-Rasom-Vigl. Ne: Niedestätter; Ploner, D. Spinell; T. Spinell, Daccordo. Coach in II: Frisch. Valpellice Arce: Kowalski; Ruggeri-Trudel, Smith-Runer; L. Aquino-Sisca-A. Aquino, Beauregard-Iannone-Grossi (c), Pozzi-Petrov-Canale, Frigo. Ne: A. Rivoira; Bonnet, L. Rivoira; Coco. Coach: Vogin. Arbitri: Gagliardi - Benvegnù e Gamper. Reti: Tudin (R) 10'26"; Pavlin (R) 18'24" sup; L. Aquino (V) 26'34"; A. Aquino (V) 28'49" sup; Beauregard (V) 34'32"; Jacina (R) 35'12"; Vigl (R) 35'37"; Rasom (R) 39'12"; Scelfo (R) 39'49". Spettatori: 380.


Dal nostro inviato

COLLALBO (Bz), 29 ottobre - Le partite durano 60 minuti, eppure il "succo" può essere concentrato in sei. La controfuga vincente di Beauregard, al 34', ha appena completato un clamoroso sorpasso. Il Renon è suonato e attacca a testa bassa. Basterebbe resistergli per un po' e infierire negli spazi. Tuttavia si regge per soli 40 secondi, complice un'irregolare ammucchiata su Kowalski che l'arbitro ignora.

Invece di arrovellarsi sul torto subito - e va rilevato come gli errori di Gagliardi abbiano penalizzato anche il Renon - la Valpe avrebbe dovuto restare concentrata: inammissibile subire altri tre ceffoni in sequenza, di cui due dalle terze scelte.

Sul 6-3, la pistola emotiva è ormai caricata a salve. E Vogin - per la prima volta - si mostra furibondo.



VALPE ARCE-ASIAGO 1-4

(1-1, 1-2, 0-1)

Valpellice Arce: Kowalski; Ruggeri-Trudel, Smith-Grossi (c), Runer; L. Aquino-Sisca-A. Aquino, Beauregard-Petrov-Iannone, Frigo-Pozzi-Canale. Ne: A. Rivoira; Mondon Marin, Bonnet, L. Rivoira, Coco. Coach: Vogin. Asiago Migross: Bellissimo; Plastino-Lehtinen, Trevisani-De Marchi, Strazzabosco-Rossi, Miglioranzi; Intranuovo-Ulmer-Henrich, Benetti-Parco (c)-Presti, Stevan-N. Tessari-Busa. Ne: Pavone. Coach: Harrington. Reti: Parco (A) 5'38"; Beauregard (V) 7'17"; Ulmer (A) 32'31"; Henrich (A) 39'24"; Intranuovo (A) 57'12". Spettatori: 1.928.


TORRE PELLICE, 31 ottobre - Il primo tempo è un affresco di hockey, con pennellate di colore biancorosso. Vogin mischia la tavolozza e propone, con efficacia, Grossi in difesa e Pozzi centro in terza, con Canale e Frigo.

L'Asiago sfrutta la sua unica occasione. Beauregard, che si giova del nuovo "gemello" Petrov, risponde con un "numero" da applausi. La prima linea, invece, stenta: ma la vena di Bellissimo, e una difesa avversaria che può permettersi Strazzabosco in terza, costituiscono solidi alibi.

Fatale la sterilità del powerplay: nella frazione centrale la Valpe ne sciupa quattro (compreso un cinque contro tre per 1'30"). E sprecare non è mai bene, soprattutto in tempi di crisi. I solisti dell'Asiago si assumono l'onere della punizione.

Gli ultimi venti minuti sono una gogna immeritata.



Daniele Arghittu



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