Si è fatta attendere la decisione del giudice Luca Del Colle che, evidentemente, ha voluto ponderare tutti gli elementi della complessa vicenda Agess prima di decidere i prossimi passi.
La sentenza è arrivata giovedì 20 e ha senz'altro colto alla sprovvista soprattutto l'unico dei tre imputati per cui il procedimento (almeno in primo grado) è già giunto a conclusione. Mario Sandretto, segretario della Comunità montana Val Pellice sia all'epoca dei fatti sia oggi (dopo un periodo di interregno in cui aveva scelto di lasciare temporaneamente l'incarico), doveva rispondere di "falso". Per ottenere un contributo regionale da 133mila euro destinato al recupero per fini turistici dell'area industriale del Villaggio Crumière, il 2 novembre 2001 fu presentata in Regione una fattura da 165mila euro (al tempo si parlava di circa 322 milioni di lire), emessa dall'Edilizia subalpina Srl, sulla quale era stata apposta la firma falsa del titolare dell'azienda "per quietanza", mentre invece il debito non risultava ancora saldato.
Secondo la ricostruzione del magistrato inquirente Ciro Santoriello (di fatto accolta dal giudice Del Colle), Sandretto avrebbe autenticato la copia di questa fattura, macchiandosi così del reato di "falso". La pena finale cui oggi Del Colle l'ha condannato è di due mesi di reclusione (condonati), contro gli 8 chiesti da Santoriello, oltre al risarcimento alle parti civili (Regione, Edilizia subalpina e fallimento). Le motivazioni saranno disponibili tra una quindicina di giorni, ma il legale di Sandretto, Marco Ferrero, anticipa: «Sicuramente presenteremo appello». L'avvocato torinese confidava in un'assoluzione: «Avevamo fornito ogni spiegazione e la scelta del rito abbreviato era proprio per differenziare le posizioni del mio assistito da quelle degli altri due imputati».
Anche per quanto riguarda Riccardo Lorenzino, ex-presidente della Spa per lo sviluppo della Val Pellice (difeso dall'avvocato saluzzese Paolo Botasso), e Gianclaudio Magra che di quella società era il direttore, il Gup ha "sposato" la tesi della Procura, rinviandoli entrambi a giudizio per bancarotta semplice, malversazione e falso.
Così Laura Vigna, legale di Magra con Giancarlo Perassi:
«Contestiamo in toto la responsabilità del nostro assistito: ci riserviamo di provare in sede di giudizio quanto già anticipato in udienza preliminare». Per ora tutti si preparano al processo, fissato mercoledì 4 giugno, ore 12.